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domenica 5 febbraio 2012

Bambole sessuate

Diversi programmi di educazione sessuale prevedono le spiegazioni grazie a bambole di bambini, bambine, uomini e donne connotati sessualmente: una grossa differenza rispetto alla bambole più distribuite in commercio.
Riporto le foto e le descrizioni in inglese tratte dal sito
 
A teacher introduces a student to an anatomically correct doll in a kindergarten classroom in central China. The dollies are simply meant to teach kids about the age-appropriate subjects of anatomy and how babies are made -- this is "sex ed" in its most basic form. The blog Shanghaiist describes a scene from this particular classroom: "[The teacher] asked the class how sperm swims to find the egg, with her students replying by clasping their hands together and moving them in a side-to-side tadpole-like swimming motion." Say it with me now: Awww.

The anatomically correct dolls made by the Amamanta Family are meant to help parents with “the birds and the bees” talk. The mommy doll above demonstrates pregnancy and childbirth — and each breast is adorned with a button that snaps right into the baby doll’s creepy metal-socket mouth. (I fully expect to have “Child’s Play”-esque nightmares about that toy tonight.) Amamanta Family

These educational dolls, known as Tak and Kar Kar, were developed by the Family Planning Association of Hong Kong. Like the dolls mentioned earlier that are used in mainland China, these come with detailed genitalia but have one additional feature: a baby that pops out of the mom’s vagina, dangling by its umbilical cord like a wee bungee jumper.  The Family Planning Association of Hong Kong

All praise the Wondrous Vulva Puppet, sold by Vulva University. These potpourri-infused numbers are intended for curious children and adults alike. Each silk and velvet vag is named after a goddess and goes for $125 a pop each.  Vulva University

Teach A Bodies sells families of anatomically correct dolls that are used for everything from “the sex talk” to interviewing kids believed to have been sexually abused. They also offer life-size models that the company claims have been a “tremendous success” in teaching sex ed at schools for the blind.  

This is Teach A Bodies’ life-size Birth-a-Baby, which, well, I’ll let the product description speak for itself: “The baby comes inside a cloth uterus with detachable umbilical cord and placenta.” Check out the attention to detail: “The baby can be removed from the uterus through the cervix or the Caesarean opening.” Teach A Bodies



http://www.salon.com/2011/09/08/sex_ed_7/slide_show/
http://www.huffingtonpost.com/2011/09/06/china-sex-ed-dolls_n_950636.html#s350811

Video giapponese sull'educazione sessuale

http://www.youtube.com/watch?v=3I_eJxvBJsA&feature=related

Educazione sessuata

GP: Sempre più scuole organizzano dei corsi di educazione sessuale, ma le ricerche ci dicono poi che i giovani sottovalutano il pericolo dell’Aids e sono in continua crescita le gravidanze fra le adolescenti. Perché?
GR: Perché l’educazione sessuale non serve quando viene fatta come se si trattasse di una materia a se stante e quindi non partecipe di quel tessuto educativo ordito da famiglia, scuola e società. Che ci siano operatori che si occupano di parlare occasionalmente di sesso a classi di giovani tranquillizza gli adulti, genitori e insegnanti, che si sentono liberati da un compito sgradito e consente ai giovani qualche ora di svago tanto più apprezzata quanto meno annoiante è l’operatore. Non abbiamo bisogno di una educazione sessuale, ma di una educazione sessuata. Abbiamo cioè bisogno di un intervento educativo che legittimi e quindi metta in evidenza la sessualità là dove è naturalmente presente: nella storia, nella letteratura, nell’arte, nell’economia, nella filosofia, nelle scienze, ecc. Per fare ciò non si chiedono agli insegnanti e ai genitori conoscenze “scientifiche” particolari ma la disponibilità a trattare degli umani come esseri sessuati maschi e femmine e quindi dei loro comportamenti, dei loro pensieri e delle loro opere come dimensioni dove la sessualità è presente e merita di essere considerata.

tratto da intervista a cura di Giuliana Proietti al prof. Giorgio Rifelli, sessuologo
a questa pagina l'intera intervista:
http://vitadicoppia.blogosfere.it/2006/06/intervista-al-p.html



venerdì 13 gennaio 2012

Sex box- Basilea



Sono chiamate ‘sex box‘, ‘scatole del sesso‘ e contengono pupazzi, libri, peni in legno di diverse lunghezze e dimensioni, vagine in plastica e filmati. Sono state consegnate in 30 scuole del Cantone di Basilea, in Svizzera. L’obiettivo è impartire nozioni di educazione sessuale ai bambini a partire dai 4 anni.
L’uso di materiale così “evidente” consentirà alle maestre di spiegare il sesso ai bambini in maniera visuale. A partire poi dal nono anno scolastico l’educazione sessuale diventerà materia obbligatoria di insegnamento nel Canton Basilea città, mentre negli asili i bebè già dai 4 anni impareranno le parti del corpo umano, inclusi gli organi sessuali.
Secondo quanto prevede il nuovo programma del Cantone di Basilea i bimbi dovranno imparare anche nozioni cime il concepimento e il piacere sessuale con l’aiuto dei pupazzetti. Sarà spiegato ai bambini che essere toccati in alcune parti del corpo provoca piacere, ma dovranno anche imparare a dire no quando non vogliono essere sfiorati.
In questo modo aiuteremo i bambini a sviluppare e vivere la loro futura sessualità in modo consapevole‘, spiega Daniel Schneider, l’autore del sussidiario per l’educazione sessuale.
Per le classi delle scuole inferiori invece verranno utilizzati supporti video e le riproduzioni in legno o in plastica degli organi sessuali.
Ma nel 2014 verrà introdotta l’obbligatorietà dell’educazione sessuale in tutte le scuole svizzere, e questi primi progetti sono un esperimento.
Che ne pensate? E se venisse fatto anche in Italia?

articolo tratto dal sito sito
giugno 2011

guarda anche qui 

Ecco il link di un iteressante e completo articolo in italiano sull'argomento

martedì 22 novembre 2011

Cosa succede nella pubertà?



Il libro è scritto da Mariela Castro Espin sessuologa cubana di fama internazionale e scrittrice; Bianca Pitzorno si è occupata della versione italianna che è uscita nel 2008 con le illustrazioni di E.Silva Blay. Riporto una parte di un articolo consultabile on-line (leggi articolo)
"(...) Bianca ha detto che il testo cubano le piacque subito, e quindi si attivò al fine di tradurre, stampare e diffondere questo volume nelle librerie italiane, soprattutto perché in Italia , anche se esistono alcuni libri di educazione sessuale, questi hanno sempre, ognuno o entrambi, i seguenti due difetti:
1)- spiegano il sesso in relazione alla riproduzione, come le mamme fanno coi ragazzini quando questi chiedono “come nascono i bambini”;
2)- spiegano il sesso con tono malizioso, tipo “leggi qui che ti descrivo una cosa proibita”, suggerendo l’idea del sesso come una cosa peccaminosa.
Invece l’intenzione del testo di Mariela è quella di raccontare agli adolescenti che al corpo umano succedono tante cose, e pertanto ad una certa fase della crescita si giunge a scambi affettuosi anche di tipo fisico, che sono perfettamente normali e che non sono per niente negativi.
Bianca ha raccontato che durante una anteprima a Milano una signora è intervenuta dicendo che “in questo libro c’è l’allegria dell’innocenza”. "
Ecco l'intervista disponibile dal sito del corriere della sera
dal titolo "«Socialismo, ma con meno proibizioni» del 27 marzo 2008
Ecco anche un altra pagina con dei video dal sito di Bianca Pitzorno


venerdì 4 novembre 2011

Il sesso in classe_Tullio De Mauro


Sull’educazione sessuale a scuola circolano molti aneddoti, indice di qualche disagio che accompagna un po’ dappertutto la materia. Tra le storie vere (parrebbe) c’è l’indagine psicopedagogica nelle scuole tedesche, dove l’educazione sessuale si è generalizzata dal 1970. Alla domanda su quale sia la materia scolastica preferita, un ragazzino risponde sicuro: “L’educazione sessuale”.

L’intervistatore gli chiede cautamente perché e il ragazzino: “È l’unica per cui non mi danno da fare compiti a casa”. Ma non tutti la pensano come il ragazzino. In diversi paesi anglofoni prevale un orientamento conservatore e limitativo, negli Usa sono finanziati di preferenza i programmi che mirano a educare all’astinenza prematrimoniale e non quelli cosiddetti “completi”, preferiti invece in California e in diversi stati dell’ovest.

In Francia, dove è insegnata dal 1973, le difficoltà persistenti della materia hanno spinto a creare un buon sito per genitori, insegnanti e adolescenti. Quasi dappertutto i nodi sono raccomandare o no preservativi e contraccettivi, parlare o no dell’omosessualità. Infuriano indagini campionarie contrapposte. Ma pare certo che la percentuale di ragazze madri tocchi il 9 per cento nei paesi meno disponibili all’educazione sessuale completa (Usa, Regno Unito, tranne la Scozia, Canada) e scenda invece sotto l’1 in Belgio, Paesi Bassi e Svezia. Qui dal 1956 i molti aspetti della sessualità sono trattati senza remore e appropriatamente nei diversi insegnamenti.

Internazionale, numero 861, 27 agosto 2010
Tullio De Mauro è un linguista italiano. Il suo libro più recente è La cultura degli italiani (Laterza 2010).